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Il prezzo della moda

Anche aziende svizzere come Migros e Coop dovrebbero firmare accordi per garantire la sicurezza nelle fabbriche

in  diritti umani , etica

Il prezzo della moda

(kath.ch) La moda ha un prezzo. Per esempio la vita di quelle 1.138 persone che cinque anni fa trovarono la morte nella tragedia del Rana Plaza, nel Bangladesh. Dopo il crollo della fabbrica venne definito in quel Paese l’“accordo per migliorare la sicurezza nelle fabbriche”. Parecchie aziende svizzere non lo hanno sottoscritto, lamenta l’organizzazione Public Eye. Migros, Coop e Manor fanno affidamento su controlli effettuati in proprio.
Public Eye intende ora esercitare pressioni con una lettera aperta indirizzata alle aziende svizzere Chicorée, Coop, Mammut, Manor, Migros e Zebra. Public Eye esorta queste aziende ad aderire all’accordo.

Il prezzo della moda

Public Eye raccoglie firme

Dopo la tragedia del 24 aprile 2013 - il crollo del palazzo Rana Plaza -, è stato possibile imporre in Bangladesh un “accordo per migliorare la sicurezza nelle fabbriche”. Il numero di incidenti è da allora diminuito in modo significativo, scrive Public Eye. Ora si tratta di garantire il successo dell’iniziativa. L’accordo deve essere rinnovato alla fine di maggio. Diverse aziende svizzere che producono in Bangladesh si rifiutano, secondo il comunicato, di aderire all’accordo. Public Eye lancia ora un appello a sottoscrivere la lettera aperta a queste aziende. “Abbiamo bisogno del vostro sostegno per riuscire a mobilitare un numero sufficiente di persone”, scrive l’organizzazione.

Bangladesh, fame di giustizia (video Segni dei Tempi RSI La1)

Coop fa affidamento sui propri controlli
L'agenzia kath.ch ha interpellato le aziende in causa. Coop e Migros hanno già risposto. Coop Svizzera accoglie con favore l’iniziativa per l’accordo. L’azienda prende molto sul serio la situazione della sicurezza degli edifici in Bangladesh. “Tuttavia rinunciamo ad aderire all’accordo”, scrive l’addetto stampa della Coop, Ramón Gander, nella risposta.
Coop riceve alcuni prodotti tessili del proprio marchio da una manciata di fornitori bangladesi accuratamente selezionati. “Sin dall’inizio delle relazioni di fornitura ci siamo assunti le nostre responsabilità”. Coop assicura quindi la presenza regolare sul posto di propri collaboratori che conoscono gli stabilimenti di produzione.
I fornitori in Bangladesh vengono regolarmente sottoposti a controllo mediante audit BSCI a garanzia del rispetto di condizioni di lavoro sociali e della sicurezza sul lavoro. Già prima dell’entrata in vigore del primo accordo, dice il portavoce dell’azienda, “abbiamo coerentemente condotto audit degli edifici presso i nostri fornitori e in caso di difetti abbiamo seguito da vicino l’applicazione delle misure correttive”. Coop applica gli standard di sostenibilità direttamente con i suoi fornitori.

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Migros svolge controlli in loco
La Migros genera meno del 2% del proprio fatturato tessile in Bangladesh, afferma nella sua risposta la grande catena di distribuzione. Sono attualmente soltanto due le fabbriche bangladese che producono per Migros. Immediatamente dopo il crollo del 2013 l’azienda ha testato la struttura e la statica di queste fabbriche con l’ausilio di esperti e ha intensificato la formazione nel campo della sicurezza antincendio, scrive l’addetta stampa Alexandra Kunz.
Esperti Migros effettuano regolarmente visite in loco, eseguono controlli e assistono le fabbriche nell’applicazione di tutte le eventuali misure correttive. L’approccio scelto da Migros corrisponde a quello di altri marchi e dettaglianti in Bangladesh che si sono uniti nel quadro dell’“Accordo”, come viene chiamato in gergo l’“accordo per migliorare la sicurezza nelle fabbriche”.

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Manor tiene alta la guardia
Manor collabora con pochissimi produttori bangladesi, che incidono per meno dell’1% sul volume totale degli acquisti, ha risposto l’azienda.
Nel 1999 Manor ha introdotto un codice di condotta per i fornitori che regola chiaramente i requisiti qualitativi ed etici. L’azienda ha incluso il tema della sicurezza degli edifici negli audit per i fornitori. Questi audit sono sempre stati svolti attraverso imprese certificate indipendenti.
Da gennaio 2018 Manor è membro del Business Social Compliance Initiative (Iniziativa per la responsabilità sociale d'impresa, BSCI). “Tutti i nostri attuali produttori in Bangladesh sono stati sottoposti a un audit BSCI. Abbiamo ripreso il tema della sicurezza degli edifici e lo faremo anche in futuro, o con BSCI o con i nostri audit indipendenti”, afferma Manor.